Costruzione editoriale

Read Time:9 Minute, 43 Second
Costruzione editoriale

I CONTENUTI & CONTENITORI

La base per saper trasmettere il messaggio sta nel saperlo presentare

1. Design e impaginazione

1.1 La Gabbia di impaginazione

Per dare una breve definizione, la gabbia – anche detta griglia, o griglia tipografica – è la struttura che sta sotto l’impaginazione. Serve a controllare ed organizzare il contenuto, all’interno della pagina o dello schermo. In tal modo, consente al lettore di gestire meglio le informazioni che legge.

Insomma, è lo strumento essenziale che fa da guida nel disporre tutti gli elementi nella pagina. Nella quasi totalità dei casi lo fa attraverso le colonne, suddivisioni verticali in cui scorre il testo. La gabbia di impaginazione è anche un importante riferimento per la tipografia che stamperà il prodotto.

1.2 Margini e colonne

margini della pagina sono gli spazi tra il contenuto e il taglio del foglio. Possono avere diverse dimensioni a seconda del prodotto, del testo e delle esigenze. I margini che stanno nella piega (cioè nello spazio centrale tra le due pagine del libro) sono quasi sempre più larghi; questo accade perché lo spazio all’interno della piega sarebbe poco visibile.

Il riquadro formato da tutti i margini è una colonna di testo. Ad esempio, utilizzando semplicemente un margine destro ed un margine sinistro, otterremo un’impaginazione con un’unica, grande colonna centrale. Questa gabbia ad una colonna è il caso di base, e si usa solo per impaginazioni semplici (libri)

1.3 Gabbia di impaginazione a più colonne

Quasi tutte le impaginazioni richiedono una gabbia più flessibile di quella ad una colonna. Ad esempio quando sono presenti gerarchie complesse di testo (titolo, sottotitolo, paragrafo, sotto-paragrafo); oppure se vi sono combinazioni di testi ed immagini, che hanno bisogno di spazi differenti.

Si passa così ad una gabbia con più di una colonna, includendo una certa quantità di spazio tra di esse (non dimenticate infatti che lo spazio bianco serve). Per dare dinamismo alla pagina si usano immagini – o testi particolari – che ricoprono lo spazio di più colonne, creando una struttura molto varia. Questo è il caso di molti giornali e riviste, che presentano un gran numero di colonne e spazi differenti, in una gabbia fantasiosa e capace di mettere in luce gli elementi desiderati.

Le pagine che gestiscono molte informazioni aprono a nuovi orizzonti: oltre alle colonne, infatti, si possono inserire delle righe. E se le due cose convivono, si parla di gabbia modulare: una gabbia complessa formata dall’incrocio di righe e colonne, in cui gli spazi che si vengono a creare (come rettangoli o quadrati) sono appunto dei moduli. Al loro interno gli elementi hanno mille possibilità di disporsi.

1.4 Tipi di gabbie e spazi

Illustriamo delle brevi ma utili “divisioni”, che potrebbero darvi nuove idee. Ad esempio si individuano due tipi di gabbia di impaginazione (a seconda di come sono organizzate le pagine adiacenti).

  • Gabbia simmetrica: se la pagina sinistra e quella destra sono messe “a specchio”. Poiché in mezzo c’è la piega del libro, è il metodo più efficace per dare ordine alla visione.
  • Gabbia asimmetrica: se la pagina sinistra e quella destra sono identiche. In tal caso verrà ignorata la piega, ma può essere la gabbia giusta in applicazioni particolari come certi tipi di riviste.

parlando della piega tra le pagine, lo spazio tra di esse può avere ruoli diversi!

  • Spazio attivo: se al suo interno ci sono degli elementi, di solito parte di un’immagine (difficile che ci sia del testo).
  • Spazio passivo: se è usato solo come separatore, e risulta quindi vuoto.

2. Architettura grafica

Sia se si parla di prodotti pubblicitari, sia di prodotti editoriali che multimediali, è importante seguire regole precise nella disposizione reciproca di immagini e di testi.
L’impaginato è ciò che prima di ogni altra cosa balza agli occhi del fruitore;
infatti guardando una pagina nel suo insieme, prima ancora di aver letto
anche una sola parola, essa ci colpisce nel suo aspetto complessivo, nell’ordine e nell’armonia dei suoi elementi e dei suoi componenti cromatici.
Si parla perciò di ARCHITETTURA GRAFICA ovvero di progettazione e di
composizione degli spazi disponibili (fogli di carta o elettronici).
Infatti nella composizione di un impaginato grafico entrano in gioco principi di giustapposizione tra vuoti e pieni, di simmetria, di modularità tipici della composizione architettonica. Si definisce, quindi, una vera e propria metrica architettonica sugli elaborati grafici destinata a consentire una lettura chiara e piacevole di un impaginato grafico.

2.1 I formati uni dei supporti cartacei

Prima di entrare nella questione relativa a moduli e griglie è importante fissare dei punti fermi nella composizione grafica, soprattutto per ciò che concerne quella cartacea. Sebbene oggigiorno l’impaginazione grafica
sia completamente informatica, si hanno quali elaborazioni finali stampati cartacei sia nella pubblicistica che nella editoria. Quindi è indispensabile conoscere le normative unificatrici riguardanti i formati dei supporti cartacei che si basano, sostanzialmente, su tre serie differenti: A, B e C.
I formati A sono relativi all’effettivo utilizzo nella grafica primaria, ovvero sono i supporti cartacei destinati alla stampa dell’impaginato grafico. I formati C sono, invece, destinati a contenere i prodotti della serie A, mentre i formati della serie B sono destinati a contenere i formati della serie C.

2.2 Formati carta ISO 126

Della serie A, la “fondamentale”, esistono 10 sottogruppi: si va da A0, il formato più grande della scala, ad A10, il più piccolo. Alla serie A si affiancano poi le serie B e C, le “complementari”, anche loro seguite da numeri. Cosa significano “fondamentale” e “complementare”? Che una lettera scritta su un foglio A4 può essere inserita in una busta C4, mentre la busta C4 può essere inserita in una busta B4. Questo perché il foglio C4 è leggermente più largo di un A4 e il B4 è leggermente più largo del C4.

Della serie B, che va da B0 (1000 x 1414 mm) a B10 (31 x 44 mm), avrete sentito parlare se bazzicate il mondo dell’editoria: il B5 (176 x 250 mm) è infatti un buon formato per i libri. Il B0 (1000 x 1414 mm), il B1 (707 x 1000 mm) e il B2 (500 x 707 mm), viste le grandi dimensioni, possono invece andare bene per la stampa di poster e locandine, o per presentazioni d’ufficio. Per quanto riguarda la serie C, che va da C0 (917 x 1297 mm) a C10 (28 x 40 mm), vi basti sapere che è la serie “complementare” per eccellenza, poiché è usata soprattutto per creare buste postali o buste da lettera.

Formato A0. Misure: 841 x 1189 mm.

È il formato più grande di tutti. Le sue dimensioni sono notevoli e, per questo, viene esclusivamente lavorato in copisterie o centri grafici, così come l’A1 e l’A2. Viene usato perlopiù per il disegno tecnico, che richiede fogli abbastanza ampi per riuscire a rispettare comodamente le proporzioni del progetto, senza dover lavorare con la lente di ingrandimento. Può essere impiegato per le affissioni, anche se i formati più utilizzati in questo ambito sono il 700 x 1000 mm e il 1000 x 1400 mm.

Formato A1. Misure: 594 x 841 mm.

Anche il foglio A1, di dimensioni abbondanti, viene usato per il disegno tecnico, oltre che per cartografie, manifesti, poster e altri materiali pubblicitari che richiedono grandi formati.

Formato A2. Misure: 420 x 594 mm.

Le applicazioni del formato A2 possono essere varie: vanno dal disegno alla stampa fotografica; da locandine a diagrammi; dai grandi calendari da parete ai fogli da lavagna.

Formato A3. Misure: 297 x 420 mm.

Insieme all’A4 è senza dubbio uno dei tagli più comuni. Non a caso, anche la maggior parte delle stampanti utilizzate negli uffici sono predisposte per fogli A3, oltre che per l’A4. Il suo impiego? Viene usato per la stampa di disegni, grafici, locandine, fotografie, riviste, spartiti, manifesti e pergamene di laurea. Nella grafica pubblicitaria può essere usato anche per le brochure (piegato in 6): l’ampia superficie consente, infatti, di rappresentare la mappa di un centro convegni o un diagramma molto ramificato.

Formato A4. Misure: 210 x 297 mm.

Tutti, anche i meno esperti, sanno che l’A4 è il classico foglio per la stampante, quello usato per i documenti standard, che siano lettere o moduli. È il formato dei quadernoni che si usano sui banchi di scuola, dei libri per l’infanzia e delle enciclopedie (che richiedono più spazio per le illustrazioni), delle riviste e delle brochure. La classica brochure è infatti un A4 piegato in tre.

Formato A5. Misure: 148 x 210 mm.

Anche il formato A5 è molto diffuso. Abbiamo iniziato questo articolo dicendo che, con tutta probabilità, ci sarà un blocchetto di fogli A5 sulla vostra scrivania. L’A5 è infatti il formato perfetto per i note-book: meno ingombrante di un A4, comodo per prendere appunti e non prende troppo spazio nello zaino. Per la stessa ragione l’A5 può andare bene anche per la stampa dei libri, oltre che per riviste, brochure e volantini.

Formato A6. Misure: 105 x 148 mm.

Anche questo formato vi è di sicuro noto, soprattutto se preservate la nostalgica abitudine di spedire cartoline dai luoghi di villeggiatura, o di accompagnare un regalo con un biglietto di auguri. Cartoline e biglietti sono infatti nel formato carta A6. Non solo, la dimensione del foglio A6 è perfetta anche per la stampa di brochure, agende da borsetta e libri tascabili.

Formato A7. Misure: 74 x 105 mm.

Date le dimensioni più contenute, l’A7 può essere utilizzato per creare, per esempio, un calendarietto tascabile con gli orari dei corsi di un centro sportivo o di una scuola, dei flyer o dei biglietti di auguri.

Formato A8. Misure: 52 x 74 mm.

Per farvi un’idea del formato A8 basta dare una sbirciatina dentro al vostro portafoglio: biglietti da visita e tessere fedeltà generalmente sono di un formato simile, leggermente più grande (85 x 55 mm). Nulla vi vieta, quindi, di usare questo formato standard per biglietti da visita, bigliettini di auguri, adesivi o etichette.

2.3 Le griglie

Le griglie permettono di organizzare i contenuti con chiarezza. La griglia è una gabbia che divide il nostro impaginato in colonne che servono per realizzare un layout allineato e con i giusti pesi.Molto spesso, si tende a sottovalutare questo strumento ed il risultato è che si trovano tanti layout ed impaginati grafici sbilanciati, poco allineati e armonici. La griglia è la fondamenta del nostro layout o impaginato, che sia un logo, un sito web o un manifesto; senza le griglie il nostro lavoro rischia di avere pesi ed allineamenti sballati. Questo porterà lo spettatore a notare subito questo errore, soprattutto le persone più attente ai dettagli. Perciò queste griglie sono una suddivisione del nostro spazio di lavoro e sono un gran supporto per organizzare ed occupare al meglio lo spazio a nostra disposizione.

“Proprio come in natura sistemi ordinati governano lo sviluppo e la configurazione della materia animata e inanimata, così l’attività dell’uomo è contraddistinta fin dalle origini dalla ricerca dell’ordine… Il desiderio di dare ordine al caos che ci circonda riflette un bisogno profondamente umano”.

Josef Müller-Brockmann, Grid System in Graphic Design

0 0
Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleppy
Sleppy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *